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"Vite di Madri", intervista all'autrice

  • 9 set 2015
  • Tempo di lettura: 6 min

Emma Fenu: il dono di riuscire a far schiudere racconti di vite, delicate e timide, come fiori…



Buongiorno cari lettori, eccoci all’apertura di questo evento letterario:

benvenuti! :-D

Ospite di oggi è Emma Fenu, scrittrice, blogger, creativa dell’arte e delle emozioni. Giramondo curiosa di esistenze e conoscenza, vulcano di energia e maga della sinergia. Disponibile e gentile, delicata e sensibile ma ferma e determinata.

Solida donna che ha radici profonde e vive ma ama il vento di novità e innovazione, da cui si lascia permeare. Emma è tutto questo: un mix straordinario, una donna speciale…

È con piacere che la ospito nel mio Salotto letterario e che la presento a voi perché è una persona estremamente intensa e interessante e una scrittrice dotata e capace.

Bando alle chiacchiere… iniziamo!


Loriana – Ciao Emma, benvenuta! Lascio a te la libertà di presentarti ai lettori di questo blog… :-D


Emma – Ciao Loriana, grazie per la simpatia e la stima che mi hai accordato: è reciproca.


Loriana – Sei molto attiva anche sui social, su facebook sei amministratrice di molti gruppi dedicati alla lettura e alla letteratura. Puoi raccontarci qualcosa di questa tua esperienza?


Emma – Io amo comunicare, sia parlare che ascoltare, sia scrivere che leggere e, oltre ad una gratificante vita “reale”, ho un’intensa vita virtuale, ricca di scambi e confronti letterari e culturali, ma anche di amicizie profonde, che esulano le tematiche specifiche delle pagine e dei gruppi.

Grazie ad internet, infatti, ho conosciuto scrittori e libri, ne ho fatti conoscere e ho potuto arricchirmi quotidianamente come studiosa e come persona. E aggiungo: ho conosciuto mio marito su un social!


Loriana – Puoi approfondire nel dettaglio le tue varie collaborazioni?


Emma – Sono molteplici, ne cito alcune, per le quali collaboro con più regolarità e assiduità: Passione Lettura, Letteratura al femminile, Libreriamo, Meme Rosa, Cose Belle Magazine, Gli scrittori della porta accanto.

Mi occupo di recensioni e interviste, anche ad autori emergenti; di analisi letterarie ed iconografiche; di diari di viaggio, in tutte le accezioni del termine; di tematiche sociali. Un fil rouge? C’è, anche se, a volte, mi piace intrecciare fili come una jana, ossia una fatina al sarda, impegnata al telaio: è l’universo femminile, il quale non è una realtà di esclusione, ma viscerale di accoglienza dell’altro, nella stima dell’identità.


Loriana – Ho apprezzato il tuo modo di porti in molti frangenti, come moderatice di varie discussioni su facebook: sei sempre molto attenta ai pareri altrui e cerchi in ogni occasione di comprendere a fondo le ragioni di tutti, rispettando gli utenti ma avendo anche fermezza nel ribadire le tue posizioni. Un atteggiamento che paga, perché equilibrato e corretto, ma certamentente non facile. Come ci riesci?


Emma – Io sono una donna passionale e sincera. Sono anche fiera dei miei ideali e pronta ad espormi. Ma tutte queste caratteristiche non escludono la gentilezza, la capacità di ascolto e il rispetto: del resto non si comunica per imporsi o per denigrare, ma per veicolare il messaggio in cui si crede, cercando di sedurre, in senso etimologico, l’altro, non di respingerlo. E se le posizioni non sono conciliabili, non importa, la differenza è, comunque, un valore enorme, che merita di essere difeso.

Sdrammatizzando, i social sono luoghi in cui relazionarsi, non valvole di sfogo per tentare di risolvere una giornata deludente! Proviamo ad ascoltarci, c’è un mondo in cui, fra mille voci, possiamo cogliere quella che ci fornirà la risposta o la domanda che attendevamo. Se ci poniamo con chiusura o supponenza, erigiamo barriere di silenzio o di urla che generano lo stesso risultato, ossia l’assenza di vera comunicazione.


Loriana – Questa tua straordinaria capacità di sintesi è alla base anche del tuo lavoro, che qui illustriamo oggi. Come è nata l’idea di “Vite di Madri”?


Emma – Mi proponevo di raccontare a me stessa la mia storia, senza alcun intento di pubblicazione. Ma, durante la stesura di una sorta di diario, rimasto poi inedito, mi sono resa conto, affinando le mie capacità di empatia, che il mio vissuto aveva notevoli punti di contatto con quello di altre donne, “madri” come me, nella stessa peculiare accezione.


Loriana – Quali sono stati i passi successivi, fondamentali, per dar vita al progetto?


Emma – Ho formulato, su vari forum, un invito a scrivere la propria esperienza, anche drammatica, e a inviarla a me, con la garanzia dell’anonimato. Ho ricevuto, in breve tempo, ben 151 storie di donne meravigliose che hanno combattuto e vinto, senza mai arrendersi, e che hanno voluto “avere voce”, finalmente.


Loriana – Come e perché hai deciso di strutturare la narrazione nel modo in cui la leggiamo?


Emma – Ho scelto di condurre una ricerca sul campo, che avesse anche finalità divulgative e sociali. La prima parte costituisce la premessa della sezione narrativa che seguirà, raccontando le premesse concettuali e simboliche, ma anche emozionali, che sono il presupposto delle successive dodici storie.

I titoli dei capitoli ben esplicitano il percorso suggerito al lettore: siamo Figlie, siamo Madri e, infine, siamo Donne: un’osmosi di mille volti, talvolta oscuri.


Loriana – Mi ha colpito la descrizione che fai di te nella prefazione del volume e l’ho trovata originale, veritiera ed efficace. Puoi citare i passaggi che più ti piacciono?


Emma – La mia descrizione nasce da un reale scambio di battute avvenuto sul gruppo segreto, fucina del libro, in cui ho invitato ciascuna componente a presentarsi.

Condivido con voi alcuni stralci di essa:

Chi sono io?

Sono una Donna.

Sono Emma.

Amo il bianco, perché è energia sfavillante, somma di tutti i colori della luce, presenza nell’apparente assenza.

Non ho tatuaggi né piercing, voglio che anche la mia pelle sia candida, senza segni visibili.

Mi bastano le cicatrici invisibili dell’anima e quelle lasciate dal bisturi, che, con il passare degli anni, sono diventate linee lucide.

[…]

Mi sento sempre affamata, ma non incompleta e insaziabile.

Amo i legami, ma non appartengo del tutto a nessuno. Nemmeno a me stessa.

In questo mondo tutto è mio e io sono di tutto.

[…]

Sono erede delle dee lunari: sono bianca, ma con immensi crateri; sono in evoluzione, ma con fasi che includono il conseguimento della totale pienezza; sono tutto in potenza e nulla in atto, e viceversa.

Vengo da lontano, seguendo la scia di Iside, Astarte, Ishtar e Artemide, dee combattenti ed amorevoli, e di tutta la corte delle sibille e delle pizie, con i capelli sparsi al vento e gli occhi rivolti alla verità ignota”.


Loriana – 150 storie di donne condensate in 12 racconti. Quanto è stato difficile operare questo paziente e certosino lavoro di creazione di un’opera collettiva, che racchiude dolori, sofferenza, desideri e sogni di tanti animi femminili, mantenendo una coerenza stilistica e narrativa?


Emma – La scelta del numero 12 risponde ad un voluto riferimento simbolico al rito di iniziazione e alla successiva rinascita che ne deriva. Ogni episodio è totalmente rielaborato da me, affinché io sia in ogni parola, anche in esperienze che non mi appartengono direttamente, ma, soprattutto, affinché tutte le protagoniste siano presenti in tutto il libro, che si propone di essere corale.

È stato un iter difficile? No, ma ha richiesto due anni di ricerca e di analisi, anche interiore, finché non è nata una scrittura spontanea, fiume vivo di inchiostro e sangue, se pur non scevra da una attenta cura formale.


Loriana – So che è una domanda difficile e credo di conoscere già la risposta, ma te la faccio ugualmente: tra tutte le storie ce n’è una in cui ti sei riconosciuta di più?


Emma – Ovviamente sì, ma non lo svelo! Anche se tutte le storie sono scritte da me e, dunque, in un certo modo, “vissute”, ci sono dei dettagli più autobiografici in alcune parti del libro.


Loriana – Il tuo volume ha uno scopo solidale importante, puoi illustrarci i dettagli?


Emma – Il ricavato dei diritti d’autore sarà interamente devoluto all’A.P.E. (Associazione progetto Endometriosi), una onlus costituita da grandi donne, forti e coraggiose, capaci di non perdere mai il sorriso e la generosità. Volontarie straordinarie che sono state d’aiuto anche per me e mia madre, entrambe malate di endometriosi, una malattia femminile a volte difficile da diagnosticare, che condanna al dolore cronico e, in alcuni casi, all’infertilità, ma che, tramite la prevenzione, operata presso centri specializzati, può essere curata egregiamente.

Vogliamo regalare alle nostre “figlie” una vita felice: questo è il nostro scopo.


Loriana – Com’è, dalla data d’uscita del cartaceo, i riscontro di lettori e di critica sul tuo romanzo?


Emma – Il romanzo è edito da un mese e mezzo. Finora è stato accolto con entusiasmo, affetto e stima sia da critici che da lettori (sottolineo il genere maschile). Se, in futuro, ci saranno critiche negative sarò pronta ad accoglierle: alcune saranno preziose occasione di crescita, altre, che forse non condividerò, convalideranno la mia fiducia nel lavoro compiuto, quindi saranno comunque utili.


Loriana – Hai altri progetti per il futuro?


Emma – Sì! Altri tre per l’esattezza. Sono un frullatore di idee e progetti. A breve due romanzi scritti a quattro mani, di tono ironico, e uno che avrebbe dovuto aspettare, buono buono, il suo turno, ma i personaggi, si sa, non appartengono allo scrittore e spesso non hanno pazienza, esigendo attenzione perfino nei sogni!


Loriana – Ringrazio Emma per aver risposto alle mie mille curiosità.


Emma – Grazie infinite per la bella e profonda intervista. È stato un piacere e un onore.




 
 
 

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